Napoli: alla scoperta dei capolavori nei musei di Via Duomo

Cuore pulsante di una metropoli baciata dal sole e dalla cultura, Via Duomo a Napoli collega alcuni tra i più eccellenti, e caratteristici, istituti museali della città. Musei che esprimono l’essenza culturale di Napoli, stratificata attraverso i secoli, che narrano attraverso le loro collezioni le mille sfaccettature di un’anima poliedrica, custodi di tante e diverse storie. Cosa sarebbe Napoli senza San Gennaro e il suo Tesoro, senza la storia di una famiglia di giuristi e intellettuali come quella dei Filangieri, senza la caritatevole attività del Pio Monte della Misericordia, senza lo sguardo in bilico tra passato e futuro del Madre? La visita di ARTE.it ai Musei di Via Duomo è facilitata da Campania>artecard, il pass unico che mette a sistema le istituzioni di Via Duomo, integrandole con altri 80 tra musei e parchi archeologici della Regione Campania. L’iniziativa di valorizzare la Via come Strada dei Musei era nata in forma sperimentale già qualche anno fa, nel 2016. Da dicembre 2019 ha preso forma grazie all’impegno della Regione Campania e di Scabec, l’agenzia di coordinamento e comunicazione del progetto. In una passeggiata ideale, ARTE.it ha varcato la soglia dei musei di Via Duomo in compagnia dei direttori e dei curatori che in prima persona ci hanno raccontato storie originali di capolavori unici al mondo, di preziosi documenti d’archivio, di lasciti straordinari, di tradizioni antiche che affondano le loro radici nell’anima più irrazionale e poetica della città, e che oggi vengono nuovamente riprese da artisti contemporanei. Il risultato è un caleidoscopio di esperienze e narrazioni che rappresentano solo la superficie di quell’immenso patrimonio di arte e cultura che è Via Duomo a Napoli, e i suoi musei. MUSEO DEL TESORO DI SAN GENNARO (VIDEO)Napoli, 1600. E’ grazie all’intuizione di re Carlo II d’Angiò che ha inizio la prestigiosa scuola di oreficeria napoletana, che fino alla fine dell’ ‘800 ha sfornato oltre il 70% delle opere di argenteria di tutta Europa. In un percorso lungo sette secoli, il museo conserva oggetti che sono stati salvati e preservati da saccheggi ed espropri, giunti sino a noi integri, testimoni di una storia esemplare di finissimo artigianato. Assieme a Paolo Iorio, direttore del Museo del Tesoro di San Gennaro, scopriamo l’origine del pezzo forte della collezione: la Mitra gemmata realizzata da Matteo Triglia nel 1713. Considerato uno dei capolavori dell’oreficeria mondiale, il progetto doveva assolvere a due obiettivi: realizzare un’opera meravigliosa, ma un’opera che, andando in processione sul busto di San Gennaro, non perdesse le pietre preziose che sono ben 3694. ILCARTASTORIE, Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli (VIDEO)Nel cinquecentesco Palazzo Ricca, sede dell’Archivio Storico del Banco di Napoli e del suo Museo, 330 stanze custodiscono circa 80 km di scaffalature con centinaia di migliaia di scritture e documenti. Andrea Zappulli, responsabile della ricerca e della didattica presso ilCartastorie Museo della Fondazione Banco di Napoli, racconta dell’esistenza di una causale di pagamento che descrive una transazione tra Niccolò Radulovich, ricco mercante di Dubrovnik in Croazia, e Caravaggio, datata 6 ottobre 1606. L’artista riceve un anticipo di 200 ducati per realizzare una pala d’altare che Niccolò Radulovich vuole espressamente con le figure della Madonna, di San Nicola di San Vito di San Domenico, di San Francesco, il tutto sormontato da un coro d’angeli. Di quell’opera non c’è più traccia: non si sa se Caravaggio abbia deciso di non completarla, magari prendendo comunque l’anticipo, o se l’opera in sé sia andata distrutta e persa nel tempo.  COMPLESSO MONUMENTALE DONNAREGINA – MUSEO DIOCESANO (VIDEO)Il Museo Diocesano di Napoli possiede una collezione importante di dipinti realizzati da alcuni tra i grandi maestri della scuola napoletana come Luca Giordano, Aniello Falcone, Andrea Vaccaro, Francesco Solimena. Ma Napoli non è solo Barocco. Ce lo ricorda Roberto Nicolucci dell’Università Mercatorum, che ci conduce per mano in una visita alla Chiesa angioina, dove è custodita la tomba di Maria d’Ungheria, la sposa bambina di Carlo II, re di Napoli. Si tratta di una meravigliosa opera scolpita in marmo bianco, dove lo sguardo cade sul viso di una regina scaltra e colta che più volte resse il trono di Napoli in qualità di Vicario e che fu, tra le altre cose, committente di artisti come Simone Martini. E’ uno dei capolavori della scultura gotica a Napoli, eseguito tra il 1324 ed il 1325 da Tino di Camaino. MUSEO FILANGIERI (VIDEO)Pochi forse sanno che un napoletano, Filangieri Senior, autore tra l’altro di un’opera monumentale sul diritto, aveva tenuto un copioso carteggio con Benjamin Franklin al tempo in cui scriveva la Carta d’Indipendenza americana, elargendo consigli e pareri. Ce lo ricorda Paolo Iorio, direttore del Museo Filangieri che ci accompagna in una visita speciale. Famiglia di grandi intellettuali, la dinastia dei Filangieri prosegue con Filangieri Junior il quale alla fine dell’Ottocento dà alle stampe un’opera importantissima La storia dell’arte e dei mestieri napoletani nella quale teorizza che la grande eccellenza campana debba trasformarsi da artigianato artistico in artigianato industriale. Il Palazzo raccoglie varie collezioni di un uomo illuminato, tra cui una Pinacoteca con dipinti dal Quattrocento all’Ottocento.  MUSEO MADRE (VIDEO)Al Museo MADRE succedono miracoli. Come una porta che dischiude un viaggio nel tempo, Spirits di Rebecca Horn è un’opera in bilico tra le mura del museo e le più antiche e viscerali tradizioni napoletane. Si tratta di un’installazione entrata a far parte della collezione del Madre fin dal giorno dell’inaugurazione, nel 2005. Il lavoro è composto da vari calchi di un teschio ritrovato all’interno del Cimitero delle Fontanelle e si collega al culto delle anime pezzentelle. Un’opera che nel racconto di Anna Cuomo, referente di Edizioni Madre, diventa emblema di un museo che ha come vocazione quella di creare un ponte tra la città e il suo – a tratti paradossale ma certamente ricco- passato, e gli artisti contemporanei di provenienze completamente diverse.  PIO MONTE DELLA MISERICORDIA (VIDEO)Maurizio Burale, il responsabile degli eventi presso il Pio Monte della Misericordia, ci accompagna a vedere da vicino il capolavoro di Caravaggio, Le sette opere di misericordia, uno dei dipinti più celebrati del Seicento. Probabilmente perché si tratta di un’opera-manifesto che racconta, in modo realistico e sintetico, le attività di beneficenza dell’istituto, ovvero di dare aiuto alle fasce più deboli della popolazione. ll dipinto, appena concluso, diventa un punto di riferimento molto importante per molti pittori napoletani e non, rappresenta quella che viene definita la nuova stagione seicentesca del Naturalismo a Napoli. Ma la visita al Pio Monte dischiude un ricco patrimonio d’arte, accumulato nei secoli grazie a donazioni e a eredità, che doveva servire a sostenere le attività di beneficenza attraverso la vendita.  CHIESA DI SAN SEVERO AL PENDINO (VIDEO)Prima di varcare la soglia della navata della Chiesa di San Severo al Pendino conviene informarsi sul programma culturale perché l’edificio, oggi sconsacrato, ospita spesso concerti ed esposizioni d’arte. L’atmosfera è quella di una chiesa del ‘500, in cui si inseriscono altari settecenteschi in marmo policromo che ben si adattano al colore bianco e grigio della chiesa. Condotti per mano da Francesca Saviano, responsabile della Chiesa per il Comune di Napoli, scopriamo i capolavori conservati: il monumento sepolcrale di Giovanni Alfonso Bisvallo, generale di Carlo V, il Bassorilievo di Alfonso durante la spedizione di Tunisi, e la scultura in marmo della Madonna con Bambino posta sull’altare maggiore. Per maggiori informazioni:• Campania>artecardVideo su YouTube:• Museo del Tesoro di San Gennaro (VIDEO)• ilCartastorie, il Museo dell’Archivio Storico del Banco di Napoli (VIDEO)• Complesso Monumentale Donnaregina – Museo Diocesano (VIDEO)• Museo Filangieri (VIDEO)• Museo MADRE (VIDEO)• Pio Monte della Misericordia (VIDEO)• Chiesa di San Severo al Pendino (VIDEO)
Source: Arte NEWS

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