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Linus e il suo libro sulla radio

Linus e il suo libro sulla radioFino a quando continuerò ad occuparmi di radio? È  quello che si è chiesto Linus, direttore artistico di Radio Deejay, nel suo quinto libro “Fino a quando”, ipotizzando  il suo ultimo giorno alla console. Tranquilli, solo per gioco. “Credo sia un pensiero legittimo per tutti quelli che fanno del proprio lavoro il centro della vita. È una condizione totalizzante, quindi spesso molto stressante: avere almeno l’illusione che esista un’uscita di sicurezza serve per alleggerire”.

Quando l’ha scritto?
La scorsa estate sono stato operato alla schiena e ho passato un mese a casa, distrutto, col morale a terra. In più arrivavo da una serie di momenti difficili all’interno della radio, incomprensioni e discussioni. Tutto ha cominciato a pesarmi e a farmi pensare, per la prima volta in maniera  concreta, a come sarebbe stata la mia vita senza quello a cui ero stato abituato.

Com’era la sua adolescenza a Paderno Dugnano e cosa rappresentava Milano da ragazzo?
Per un adolescente la periferia è un ambiente molto frustrante, vedi da lontano quello che credi sia il mondo reale, ti senti destinato a una vita da spettatore. In realtà è invece una condizione che ti arricchisce e ti fortifica, non sarei quello che sono senza la mia adolescenza in periferia.

Lei racconta anche la sua esperienza di operaio: quanto le è servita?
Tantissimo. Innanzitutto ho imparato la disciplina e la concretezza del lavoro,  che purtroppo manca alla maggior parte dei miei colleghi. E mi è bastato per non smettere mai di ricordarmi quanto sono privilegiato adesso.

Prendeva spesso il treno delle Ferrovie Nord: qual è stata la sua prima volta a Milano?
Ci sono tante prime volte. Quelle con i miei genitori, scendevamo in Cadorna e poi andavamo al Parco Sempione. Quelle con i miei amici, quando venivamo in città per andare prima al cinema e poi a ballare. Ma la più bella è quella a sedici anni, da solo con il mio Ciao.

Racconti le sue esperienze nelle prime radio private milanesi fino a Radio Deejay:  che atmosfera si respirava allora a Milano?
Era la Milano della fine anni Settanta, uscivamo dagli anni di piombo e dai cantautori e avevamo solo voglia di leggerezza. Le radio hanno portato proprio questo, con la possibilità improvvisa di ascoltare tutta la musica che volevamo.

Che cosa si ricorderà di questo periodo in quarantena?
La lentezza. La calma, il tempo in più per me e per la mia famiglia. Quello che sembrava un problema è diventato una meravigliosa sorpresa. E adesso che tutto è ripartito ne comincio a sentire la mancanza.

Pensi se non avessi avuto la radio…
Sono sicuro che avrei avuto qualcos’altro di cui innamorarmi…

LA SCHEDA
Pasquale Di Molfetta, in arte Linus,  62 anni,  direttore editoriale del polo radiofonico del gruppo Gedi, direttore artistico di Radio Deejay e conduttore di Radio Deejay (la mattina alle 10 presenta con Nicola Savino “Deejay chiama Italia”). Ha pubblicato il suo quinto libro, “Fino a quando”, editore Mondadori.

 

 

 

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Source: Vivimilano Corriere